By: Sabina Berselli Acceso: maggio 22, 2019 In: Archivio Comments: 0

In occasione della Festa della Traslazione di San Domenico del 24 maggio, pubblichiamo l'e-pub su San Domenico! Scaricatelo, non costa nulla.

Chi sa leggere, legga, e chi non lo sa ancora fare, può ascoltare, voci, canzoni ed effetti sonori!
Su ogni pagina troverete il simbolo “audio” che vedete anche qui sotto, cliccandolo avrete bellissime sorprese!

Un racconto davvero unico!

Per scaricarlo, clicca qui!

Ecco dunque arrivare il giorno stabilito per celebrare la traslazione dello straordinario dottore.
È presente l’Arcivescovo di Ravenna e un folto gruppo di vescovi e di prelati; una folla di devoti giunti da varie regioni; assistono anche le truppe armate dei Bolognesi, perché non sia loro tolto il patrocinio di quel corpo santissimo. Ansiosi stanno lì attorno i Frati; sono pallidi e pregano timidamente, temendo, là dove non c’era motivo di timore, che il corpo di san Domenico, deposto in un modesto loculo ed esposto per tanto tempo alle piogge e al calore come qualunque altro cadavere, fosse pieno di vermi, ripugnasse all’olfatto dei presenti con insopportabile lezzo e venisse così offuscata la devozione per un così grande uomo. Si avvicinano i vescovi con pia devozione, poi si avvicinano gli operai con gli arnesi del mestiere e viene tolta la pietra, fissata al sepolcro con cemento assai resistente. Sotto vi era una cassa di legno nel terreno scavato, (…); in essa era evidente un piccolo foro. Tolta dunque la pietra, un meraviglioso profumo incomincia a esalare dal foro, e gli astanti attoniti per la sua fragranza si domandano meravigliati di che cosa si tratti. Si stupiscono i presenti e, sorpresi dallo stupore, cadono bocconi. Erompono in dolci pianti, (…). Abbiamo sentito anche noi la dolcezza di un siffatto profumo; e ciò che abbiamo visto e sentito, questo testimoniamo: infatti, sebbene fossimo stati intenzionalmente a lungo vicino al corpo di Domenico, non eravamo mai sazi di così grande dolcezza. (…)
Il corpo fu trasportato al monumento di marmo per esservi seppellito con speciali aromi. Un profumo stupendo emanava dal sepolcro, manifestando a tutti chiaramente che si trattava del buon profumo di Cristo. (…) Risuonano le trombe, la gente solleva un gran numero di ceri; si snoda una suggestiva processione. Ovunque risuona la lode a Gesù Cristo.
Questi fatti sono accaduti nella città di Bologna il 24 maggio, nell’anno di grazia 1233, sotto il pontificato di Gregorio IX, quando era imperatore Federico II, a onore del Signore Nostro Gesù Cristo e del beato Domenico suo servo fedelissimo.

Dalle “Lettere circolari all’Ordine Domenicano” del beato Giordano di Sassonia

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